Uno studio per mappare la diffusione in mare degli agenti eutrofizzanti

Uno studio per mappare la diffusione in mare degli agenti eutrofizzanti
17:16 , 23 dicembre 2011 0
Posted in: Provincia

È stato presentato nei giorni scorsi il progetto: “Origine e diffusione degli inquinamenti azotati e organizzazione della biodiversità nei mari costieri del Golfo di Gaeta e del Circeo”.
Progetto sostenuto dal presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, e illustrato in un incontro dal prof. Loreto Rossi dell’Università La Sapienza di Roma e dall’assessore all’ambiente Gerardo Stefanelli.
È in buona sostanza un programma pilota per l’applicazione su larga scala (coste meridionali laziali) di una nuova metodologia standard di monitoraggio basata sulla distribuzione degli isotopi stabili e analisi del territorio, per l’individuazione di possibili soluzioni riguardo all’attenzione delle pressioni ambientali.
Il progetto propone, in sintesi, la puntualizzazione e lo sviluppo su larga scala di una metodologia standard di monitoraggio delle aree marine costiere.
Questa è finalizzata all’identificazione dell’origine e del destino delle sorgenti di eutrofizzazione, alla stima della qualità ambientale e della robustness delle reti trofiche marine contro la perdita di biodiversità.
Le finalità del programma includono sia l’indicazione di possibili soluzioni per i casi di studio, sia la produzione di un metodo pratico di controllo dell’efficienza delle misure di protezione ambientale.
Il piano di lavoro affianca le tecniche classiche d’indagini chimiche-biologiche delle matrici fondamentali, inclusa la vegetazione, a una tecnica per l’identificazione della sorgente, l’estensione e il destino di Azoto da reflui agricoli, zootecnici e fognari nelle aree marine costiere.
L’applicazione avverrà sia in siti di eccellenza come il Parco nazionale del Circeo sia in aree critiche che necessitano interventi di recupero ambientale, come l’area sensibile del Golfo di Gaeta.
«Il prodotto di questo approccio – afferma il presidente Armando Cusani – sarà la mappa dei potenziali punti origine e della diffusione in mare degli agenti eutrofizzanti.
Aspetto rilevante è anche la stima della “robustness” delle reti trofiche contro la perdita di biodiversità.
Il modo in cui sono connesse le specie nelle reti trofiche influenza radicalmente la possibilità di perdita di biodiversità e la conoscenza dell’organizzazione biologica (specie quella associata alle praterie di Posidonia) permetterà di determinare la distribuzione spaziale della robustness contro la perdita di specie nei punti di maggiore raggruppamento degli inquinanti organici determinati nella fase precedente.
Un approccio alla biodiversità – prosegue Cusani – che passi solo attraverso studi tassonomici, sebbene indispensabile, non è infatti sufficiente per definire modelli di conservazione e gestione degli ecosistemi.
Il prodotto di questo contatto sarà, infatti, una mappa della variabilità di organizzazione della biodiversità e della rispettiva robustness determinata attraverso la ricostruzione delle reti trofiche con l’elevato grado di accuratezza offerta dall’analisi degli isotopi stabili.
L’analisi del territorio costiero sia da remoto sia a terra completerà il quadro d’indagine indicando i punti di aggregazione del disturbo dovuto alle attività umane e le maggiori vie di scorrimento dei reflui e delle precipitazioni come mediati dalla vegetazione.
Gli Enti di controllo ambientale – termina il presidente Armando Cusani – applicano con efficienza numerosi indicatori ed indici di monitoraggio basati su metodologie chimiche e biologiche, tuttavia, nessuno dei metodi diffusamente usati consente di individuare contemporaneamente le cause dei cambiamenti ambientali, tracciarne i punti di origine, cartografare le vie ed i limiti di espansione e quindi ottenere soluzioni e metodi di controllo dell’efficacia delle pratiche gestionali che possono, di volta in volta, essere applicate».

Everardo Longarini
Portavoce del presidente della Provincia di Latina Armando Cusani

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