«… Qui se non hai la raccomandazione la 104 non la prendi…»

«… Qui se non hai la raccomandazione la 104 non la prendi…»
10:54 , 8 febbraio 2012 0
Posted in: News

Ho chiesto in via istituzionale al presidente Abbruzzese di sapere i motivi per i quali ad una  donna in grave stato di difficoltà psico – fisica – economica, sia stato negato il diritto di beneficiare della legge n.104

La difesa dei diritti del cittadino, in senso lato, e in particolare quelli delle donne in stato di difficoltà, mi ha visto in questi mesi di rappresentanza istituzionale in Regione Lazio sempre in prima fila.
Ed è con questo modus operandi che ho inoltrato al presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, una interrogazione sul penoso caso in cui è incappata la sig.ra Anna Di Ponio, cittadina laziale residente nel Comune di Cervaro, in provincia di Frosinone.
La sig.ra di Ponio è affetta da una grave patologia e bisognosa di assistenza e cure mediche, soprattutto dopo essere stata operata e in seguito sottoposta a chemioterapia adiuvante e radioterapia, con la sfortunata recidiva di complicanze che l’hanno costretta per mesi a più medicazioni settimanali presso l’ospedale Gemelli di Roma.
Così, come si evince, dalla documentazione rilasciata dalla dottoressa che l’ha ancora oggi in cura.
La sig.ra Di Ponio in data 17.1.2011 inoltra richiesta all’Asl di Frosinone (Commissione medica per l’accertamento dell’Handicap) per accedere ai vantaggi concessi dalla legge 104, e usufruire per tre giorni al mese dell’aiuto di un familiare per il disbrigo dei lavori di casa e il trasferimento presso l’ospedale Gemelli di Roma.
Ebbene, dopo alcuni mesi dall’invio della domanda (effettuata attraverso il Patronato) e dopo le insistenze dei familiari presso la Asl di Frosinone per assicurarsi una data certa per la indispensabile visita, il giorno 31.5.2011 la sig.ra Di Ponio viene convocata dalla commissione, che esprime parere negativo, nonostante la probante documentazione rilasciata da un ospedale tra i più importanti d’Italia, e da un medico che ricopre una posizione professionale apicale presso il Centro Interdipartimentale di Senologia del Gemelli di Roma.
E’ bene rilevare che la sig.ra Di Ponio ha una situazione finanziaria che non gli permette di reggere economicamente i tanti viaggi presso l’ospedale romano, ma questione ancora più grave e inquietante è che, avendo ottenuto anche a fatica il certificato di diniego ai benefici della 104, la sig.ra Di Ponio, seguita dalla figlia, si è vista rispondere da un’impiegata dello sportello Asl di Frosinone ”…qui se non hai la raccomandazione la 104 non la prendi”.
Mi preme evidenziare che la Regione Lazio ha come mission fondamentale il soddisfacimento delle esigenze sanitarie, con un sistema solidaristico che conserva i principi cardine dell’universalità e dell’equità, fondato sulla richiesta di libertà di scelta e sulle attese che provengono dai cittadini.
Un servizio sanitario regionale che prevede, seppur nelle note difficoltà di bilancio, l’alta qualità e appropriatezza delle cure e dell’assistenza, efficienza nell’uso delle risorse, accessibilità delle prestazioni in ogni punto del sistema, responsabilità diffusa in coerenza con il principio di sussidiarietà.
Per tutto questo e per non lasciare sola a gridare nel deserto dei diritti negati la sig.ra Anna, ho chiesto formalmente al presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese di conoscere:

  1. le ragioni che hanno condotto la “Commissione medica per l’accertamento dell’handicap” della Asl di Frosinone a rigettare la richiesta alla sig.ra Di Ponio;
  2. di accertare con gli organi che la legge contempla se presso la Asl di Frosinone è in essere un sistema sorretto dalla raccomandazione per riuscire ad ottenere i benefici previsti dalla legge 104;
  3. se non ritiene giusto, in considerazione delle persistenti e delicate condizioni psico fisiche della sig.ra Di Ponio, di sollecitare il presidente della “Commissione medica per l’accertamento dell’handicap” della Asl di Frosinone a riconsiderare la decisione, anche alla luce di una mai integrata documentazione clinica.

Nell’attesa di ricevere risposta dal presidente Abbruzzese, in via preliminare, porgo alla sig.ra Anna le mie personali scuse e quelle dell’intero Consiglio regionale, aggiungendo quelle di tanti dipendenti pubblici che ogni giorno lavorano con professionalità, sacrificio e per il totale rispetto della persona umana e del bene comune.

Gina Cetrone
Consigliere regionale del Lazio (Pdl)

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