“Da Donna a Donna … oltre l’Otto marzo”

“Da Donna a Donna … oltre l’Otto marzo”
14:59 , 7 marzo 2012 0
Posted in: News

Storicamente la Donna ha sempre saputo interpretare bene e in maniera evolutiva il suo ruolo all’interno della società, con successi nella professione, nel lavoro, nella vita culturale, con una crescita sempre costante.
A tutto questo però, ancora oggi, non fa riscontro un’effettiva parità di genere.
Il nostro rimane in ogni modo un universo dinamico, ricco di personalità coraggiose e meritevoli, con tanti modelli di Donna da seguire per la grande ricchezza umana e professionale che trasmettono.
Un mondo all’interno del quale noi Donne siamo riuscite a strappare, con difficoltà, posizioni di primo piano in settori storicamente maschili e non solo nel panorama della imprenditoria, del sociale e della politica.
Dai dati statistici si evince chiaramente che le attività che le Donne sostengono e portano avanti sono più efficienti, efficaci, innovative, dinamiche, aperte alle nuove tecnologie e alle idee cosmopolite.
Capaci, inoltre, anche di anticipare il futuro.
Lo possiamo affermare a voce alta: noi abbiamo capacità, doti relazionali, sensibilità di genere, che rappresentano la chiave di volta dello sviluppo sociale, culturale ed economico, soprattutto in un momento di profonda crisi economica e sociale come quella attuale.
Oggi possiamo rimarcare con forza e orgoglio il prezioso contributo che offriamo all’interno della società, rivendicando con coraggio un’effettiva parità di genere che non vuol dire solo pari condizioni di accesso nella politica, nel lavoro, nel sociale, ma anche e soprattutto pari dignità e rifiuto di ogni forma di discriminazione, di violenza e soprusi.
Violenze morali e fisiche che sono ancora troppo diffuse anche in paesi che si definiscono civili e democratici come il nostro: troppe donne, infatti, sono sottoposte quotidianamente a forme di violenza inaccettabili.
Spesso, però, la Donna non se ne rende conto perché la sofferenza diventa abitudine e stile di vita, mentre nessuno denuncia o si ribella ad una violenza che i tecnici della materia definiscono multidimensionale.
Una sorta di coacervo di violenza fisica e psicologica consumata soprattutto all’interno delle mura domestiche, che giunge fino ad atti di primitiva violenza sessuale da parte di singoli o gruppi di criminali individui.
E’ un grave fenomeno sociale che ha la sua immonda rappresentanza anche in nazioni cosiddette evolute, come in altre del terzo mondo e che coinvolge in maniera trasversale tutte le classi sociali.
Un problema globalmente accertato a partire dal 1975 e certificato dall’ONU come reato più diffuso nel mondo.
Peccato però che l’Onu proponesse il drammatico tema all’incirca 20 anni dopo quella dichiarazione d’intenti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che emanava la risoluzione n. 54/134 istituendo la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, che si celebra ogni anno il 25 novembre.
Dal 1999 la questione è diventata un problema che si manifesta come paradigma delle varie culture e civiltà, travalicando ogni differenza geografica, religiosa e politica.
Ed è e rimane una sfida ancora aperta che tutte noi abbiamo il dovere di continuare a combattere.
Rilevo, dati alla mano, che il nostro territorio, rispetto alle altre regioni d’Italia, è quello dove è più elevato il numero delle denunce per reati commessi a danno delle Donne.
Il Lazio è stato la prima regione a legiferare per fronteggiare questa vera e propria emergenza sociale e culturale, da considerare poi che il primo intervento legislativo in materia risalga alla legge regionale n. 64 del 1993, diretta a garantire solidarietà, sostegno e soccorso alle vittime di maltrattamenti fisici e psicologici, di stupri e abusi sessuali.
A questo primo passaggio ha fatto seguito la legge regionale n. 16 del 2009, che ne ha allargata la portata introducendo il principio fondamentale, che considera la violenza contro le donne una violazione dei diritti umani fondamentali e ostacolo al godimento del diritto a una cittadinanza sicura, libera e giusta.
La legge regionale n. 3 del 2010 ha poi previsto uno stanziamento annuale per prevenire e contrastare lo stalking, e recentemente la mozione n. 170 (della quale anch’io sono firmataria), è riaffermato l’impegno della Regione Lazio nei confronti della preoccupante problematica.
Come rappresentante istituzionale, ma ancor prima come donna e madre, non posso accettare che nel 2012 una donna su cinque subisca abusi fisici o sessuali e nel mondo è uccisa una donna ogni otto minuti (dati OMS).
Ricordare oggi l’Otto Marzo significa non solo porre l’accento sull’ordinaria straordinarietà del lavoro che ogni donna svolge quotidianamente, ma anche contribuire a stratificare nell’immaginario collettivo la Cultura delle Pari Opportunità.
Ricordo a noi stesse e a tutti che «I diritti delle donne sono diritti umani, il loro rispetto qualifica le società come democratiche e ne definisce il grado di effettiva parità, di sviluppo e di civiltà».

On. Gina Cetrone
Consigliere regionale del Lazio (Pdl)

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