Nuove norme in materia di impianti di distribuzione di carburanti

Nuove norme in materia di impianti di distribuzione di carburanti
10:12 , 27 aprile 2012 0
Posted in: News

Con l’ultima riunione della Commissione Piccola e Media Impresa, entra nel vivo della discussione la proposta di legge regionale n.323 del 26 marzo 2012 che, modificando la legge n.8 del 2001 introduce, tra l’altro, nuove norme sulla liberalizzazione degli impianti per la distribuzione dei carburanti.
La nuova legge vuole favorire la razionalizzazione e l’ammodernamento della rete distributiva dei carburanti, la pluralità delle forme di servizio e di vendita e l’adeguata articolazione della rete sul territorio, oltre allo sviluppo dell’offerta di prodotti a limitato impatto ambientale ed ecocompatibile.
Credo siano queste le buone ragioni sulle quali costruire un’impalcatura di norme chiare, quindi facili da interpretare e porre in pratica da parte dei cittadini interessati.
Tra gli articoli della vecchia legge del 2001 che stanno subendo modifiche sostanziali, c’è l’art. 5 che stabilisce come potenziare l’impianto con l’aggiunta di carburanti diversi da quelli oggetto dell’originario provvedimento concessorio, la ristrutturazione totale dell’impianto, la trasformazione di questi da servito a non assistito funzionante esclusivamente in modalità senza servizio con pagamento anticipato.
Passaggi che hanno bisogno, in via preventiva, dell’autorizzazione della Regione Lazio.
L’articolo n.11 bis stabilisce invece che i Comuni debbano individuare nei piani comunali di ristrutturazione della rete distributiva la cubatura necessaria per la realizzazione dell’impianto, tenendo conto della necessità di superfici adeguate per le aree di rifornimento e per la realizzazione di eventuali servizi integrativi e accessori per gli utenti.
I parametri che stiamo indicano sono i seguenti: per le strade comunali e per quelle comunque ricadenti nei centri abitati, su aree utili disponibili fino a 3.000 metri quadrati, da un minimo di metri cubi 0,15/1 metro quadro ad un massimo di metri cubi 0,25 metro quadrato.
Per le strade comunali e per quelle ricadenti nei centri urbani, da 3001 a 10.000 metri quadrati, da un minimo di metri cubi 0,15/1 metro quadro ad un massimo di metri cubi 0,20/1 metro quadro.
Per le strade regionali e provinciali, su superfici utili disponibili fino a 15.000 metri quadrati, da un minimo di metri cubi 0.15/1 ad un massimo di 0,30/1 metro quadrato. L’art. 14 bis prescrive che l’installazione e l’esercizio di nuovi impianti è soggetta ad autorizzazione del Comune competente per territorio, subordinata alle verifiche di conformità degli strumenti urbanistici comunali, alle prescrizioni fiscali e a quelle concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, oltre alla tutela dei beni storici e artistici.
I Comuni possono inoltre autorizzare l’installazione e l’esercizio d’impianti stradali su aree pubbliche, previa assegnazione dell’area interessata mediante procedure di evidenza pubblica.
L’art. 14 Tr. contempla che gli impianti possono offrire servizi integrativi e accessori per gli utenti, anche in deroga alla disposizione dei piani comunali commerciali. Particolarmente interessante è poi l’art. 19 dove la nuova legge individua i criteri per la liberalizzazione degli impianti senza servizio con pagamento anticipato.
Nel caso specifico alcune restrizioni sono in ogni modo previste, come la presenza obbligatoria di personale per assicurare la possibilità del rifornimento assistito.
L’art. 23 bis. disciplina infine le cause di sospensione, revoca e decadenza.
Gli impianti sono revocati, tra l’altro, in caso di: sospensione non autorizzata dell’esercizio, cessione di carburanti a terzi a titolo oneroso o gratuito negli impianti a uso privato, esercizio in assenza del preventivo collaudo o autorizzazione provvisoria.
Mi rendo conto che far comprendere in poche righe la modifica di una legge che consta di oltre 50 pagine non è facile, per questo mi impegnerò nell’illustrare nel prossimo futuro ogni variazione che verrà introdotta dalla Commissione Pmi.

On. Gina Cetrone
Vice Presidente della Commissione Piccola e Media Impresa

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