Cetrone (Pdl): “A Sonnino non serve un uomo solo al comando, ma una buona compagine che amministri con coesione e armonia nell’interesse generale”

Cetrone (Pdl): “A Sonnino non serve un uomo solo al comando, ma una buona compagine che amministri con coesione e armonia nell’interesse generale”
10:23 , 25 maggio 2012 0
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Leggendo sulla stampa locale la cronaca degli accadimenti del primo Consiglio comunale di Sonnino, il lettore può avere avuto l’impressione che il sindaco Lorenzo Magnarelli abbia subìto una imboscata da parte dei consiglieri comunali del Popolo della Libertà e de La Destra. Nella vicenda dell’altro giorno ritengo che non ci siano nè vittime né aguzzini, né tantomeno consiglieri comunali che vogliono intralciare l’avvio della nuova amministrazione, perché se è vero che al sindaco la legge assegna prerogative precise, è altrettanto vero che gli eletti al Consiglio comunale non possono essere considerati degli yes men pronti ad avallare ogni desiderata del primo cittadino a scatola chiusa o senza confronto tra le forze politiche che hanno contribuito alla sua elezione. Personalmente intendo la politica e l’amministrazione senza riserve, quindi di piena e fattiva collaborazione, un luogo dove discutere e scegliere insieme ogni provvedimento da adottare per sottoporlo poi alla valutazione dell’unica istituzione comunale determinante: il Consiglio. E’ solo inseguendo questo percorso che si può creare la giusta condizione per costruire nel tempo una squadra di governo in grado di affrontare e risolvere i tanti problemi di Sonnino, a iniziare da quelli economici. Sono convinta che ai cittadini non interessi avere un uomo solo al comando dell’Ente, ma una buona compagine che amministri con coesione e armonia nell’interesse generale. Abbiamo ripetutamente detto in campagna elettorale che era nostro precipuo interesse svecchiare la classe politica e amministrativa di Sonnino. Cambio capace anche di promuovere un nuovo approccio all’interno e all’esterno del Comune: con i rappresentanti del popolo eletti, con la burocrazia dell’Ente, con i cittadini. Per estrema correttezza devo inoltre confermare che dopo la brillante vittoria il sindaco si è chiuso a riccio e non ha voluto, seppur sollecitato, incontrare nessuno dei consiglieri di maggioranza eletti per programmare il futuro di Sonnino, preferendo organizzare riunioni ad personam. Incontri che hanno avuto il solo scopo di ricercare persone in grado di esercitare un ruolo qualificante all’interno della costituenda giunta, rispetto però al personale metro di valutazione del sindaco. Per queste ragioni il capogruppo del Pdl, prima del Consiglio comunale, faceva rimarcare al neo sindaco che l’assegnazione degli incarichi sarebbe dovuta transitare attraverso una discussione politica con tutto il gruppo del Popolo della Libertà. La risposta al capogruppo De Angelis era lapidaria: “Io – affermava Magnarelli – non riconosco il Pdl, io conosco soltanto Progetto per Sonnino”. Ricordo a me stessa, che la candidatura a sindaco di Magnarelli è giunta perché un coordinatore provinciale e un consigliere regionale del Pdl l’hanno proposta, offrendo al neo candidato anche la possibilità di indicare i nomi dei consiglieri da inserire in lista (ben cinque dei sette eletti nella componente Pdl sono stati scelti da lui) dopo sua attenta e ponderata riflessione. Alcune domande sorgono per questo spontanee: perchè dopo soltanto pochi giorni dalla fine della consultazione gli eletti del Pdl sono costretti a rincorrere il sindaco per avere la possibilità di interloquire con lui e programmare concordemente il futuro del Paese? Perché si vuole penalizzare e ridurre al silenzio e all’inoperatività consiglieri eletti con centinaia di voti dal popolo sonninese e premiare oltre misura chi ha raccolto soltanto pochi consensi? Cui prodest, a chi giova tutto questo? Spero sinceramente che l’alleanza politica che ha permesso l’elezione di Lorenzo Magnarelli sia in grado nei prossimi giorni di far comprendere al nostro Sindaco, che la strada virtuosa da seguire è quella di chiedere la massima collaborazione a tutti, senza personalismi deleteri alla visione politica della maggioranza di governo e dei cittadini che ci hanno chiesto di occuparci di loro. Se così non fosse, ognuno per la parte che rappresenta, dovrà assumersi le proprie responsabilità davanti al popolo di Sonnino. Senza sperare di trovare un scappatoia per salvarsi, domani, in calcio d’angolo. Per dirla in gergo calcistico. P.S. Il sindaco lamenta che i consiglieri del Pdl Manzi e De Angelis ieri hanno rifiutato di ricevere le deleghe assessorili: è vero e bene hanno fatto, perché in una democrazia partecipata è inaccettabile seguire un metodo che esclude inopinatamente dalle decisioni che contano l’intero gruppo del Popolo della Libertà.

Gina Cetrone Consigliere comunale di Sonnino

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