Dagli “Occhi di Maschio” alla parità di genere. Intervento dell’On Cetrone alla presentazione del libro di Daniela Brancati

Dagli
12:11 , 8 luglio 2012 0
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Ho avuto modo di leggere il libro di  Daniela Brancati “Occhi di maschio”, presentato a Sabaudia nel corso di un evento pubblico da Enrica Bonaccorti e Valeria Fedeli.
Nel corso della lettura del testo ho avuto modo di rilevare come il libro rappresenta bene un segmento della tv italiana pubblica vista dalla parte delle donne, ricostruendo in maniera dettagliata e intelligente il percorso storico delle figure femminili che hanno fatto la cosiddetta televisione dei contenuti.
La Brancati illustra nel dettaglio anche l’immagine della donna costruita e studiata dai media per attirare l’attenzione e lo sguardo degli uomini, da qui appunto il titolo, gli “Occhi di maschio”.
Quello scritto è senza dubbio un buon lavoro editoriale, che in alcuni passaggi però non condivido; soprattutto nella parte riservata ai commenti di carattere personale.
Da donna e da rappresentante delle istituzioni  non posso che cogliere e dare rilevanza alle difficoltà che purtroppo la donna trova nell’imporsi nei ruoli pubblici importanti, storicamente ad appannaggio della rappresentanza maschile, complice anche l’affermarsi dell’immagine della donna oggetto del  desiderio spasmodico di un maschio conquistatore.
Tuttavia, tanti sono i settori come l’imprenditoria, la politica, la medicina e la ricerca, dove le donne italiane hanno saputo fare la differenza sugli uomini.
Evidentemente il percorso è ancora insufficiente e lo sbilancio in favore degli uomini è sostanziale, relegando l’Italia negli ultimi gradini tra i paesi Europei con la migliore parità di genere.
Per bilanciare ulteriormente questo gap la politica, ad esempio, ha indicato nelle quote rosa un momento importante per riconoscere la presenza femminile all’interno dei consessi istituzionali.
La Regione Lazio sostiene il tema delle politiche di genere e delle pari opportunità con la proposta di legge n. 25 del 30 giugno 2012, da me sostenuta con vigore, che mira a istituire un Osservatorio regionale per la tutela antidiscriminatoria anche basata sulla differenza di genere.
La legge una volta approvata sarà un importante organismo di garanzia con funzione di ascolto, informazione e tutela delle vittime di discriminazione.
Lo stanziamento è pari a 200,000,00 euro per ciascuna annualità 2010, 2011, 2012.
C’è poi la Consulta Femminile Regionale del Lazio, organo istituzionale di rappresentanza delle richieste delle donne all’interno del Consiglio Regionale,  che ha  il compito di elaborare proposte e attivare iniziative con l’obiettivo di dare piena attuazione ai principi di parità.
Ricordo poi il documento programmatico Lazio 2020 con il quale la Regione Lazio ha recepito  le linee guida di Europa 2020 per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva dell’Unione Europea.
Lazio 2020 si pone l’obiettivo di generare lavoro sostenibile capace di innalzare i tassi d’impiego, il rispetto dell’ambiente e una maggiore coesione sociale; un cammino che include lo stanziamento di 75 milioni di euro per l’occupazione femminile, per la conciliazione tra vita lavorativa e famiglia e l’inserimento di modalità di lavoro flessibile che incontra le esigenze familiari.
Provvedimenti che mirano a rafforzare l’immagine di una donna sempre più consapevole del proprio spazio all’interno del mondo del lavoro.
Di contro, però, esiste una dimensione legata a un sistema pubblicitario – commerciale che dipinge le donne oggetto di desiderio dell’uomo, rafforzando, di fatto, un retrivo e imperante maschilismo.
La bellezza femminile, dunque, non deve e non può essere considerata in nessun modo una condanna, per questo invito le donne (giovani e giovanissime) ad essere orgogliose della propria avvenenza, ma anche di prepararsi professionalmente per imporsi con armi diverse nell’ambito lavorativo”.

On. Gina Cetrone
Consigliere regionale del Lazio (Pdl)

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