Roccasecca – 15° Festa del Tricolore “Esperienze di riabilitazione per ipovedenti e non vedenti della Provincia di Latina”

Roccasecca - 15° Festa del Tricolore “Esperienze di riabilitazione per ipovedenti e non vedenti della Provincia di Latina”
11:40 , 5 agosto 2012 0
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 Cetrone: “La Regione Lazio sta proponendo progetti ed interventi importanti, ma il settore sociale non può prescindere dalle associazioni di volontariato”

 

Interessante momento di riflessione e discussione, nell’ambito della 15° Festa del Tricolore che si sta svolgendo a Roccasecca, è stato il tema “Riabilitazione di ipovedenti e non vedenti”, un evento che ha avuto il patrocinio, tra gli altri, da Regione Lazio, Provincia di Latina e Comune di Roccasecca. Da rimarcare da parte degli organizzatori, da chi ha portato il suo contributo al dibattito e dei tanti cittadini intervenuti, la sensibilità e attenzione verso le difficoltà che oggi più di ieri attraversano le fasce deboli della popolazione pontina. Un contributo che ha arricchito di significati e percorsi tangibili da parte delle istituzioni sovra comunali lo specifico argomento. Come rappresentante del territorio del Consiglio regionale del Lazio nel mio breve intervento ho sottoposto all’attenzione dei presenti i risultati raggiunti con il progetto “A domicilio e non solo” posti in campo dall’Ipab Sant’Alessio di Roma. Una iniziativa che ha messo al centro l’assistenza domiciliare per i non vedenti, rispondendo così ai tanti bisogni della persona e della famiglia. Una prospettiva operativa verso la quale si muove la riforma del sistema ingrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia della Regione Lazio. Riforma concentrata all’interno della proposta di legge n.226 presentata dalla Giunta regionale, che ha terminato il suo iter nella Commissione di competenza e che dopo la pausa estiva sarà discussa in Consiglio. Al di là dell’importante progetto “A domicilio e non solo”, il Consiglio regionale e la Giunta hanno mostrato grande vicinanza all’Ipab Sant’Alessio, istituzione che nel Lazio opera per i cittadini privi della vista e per tutti coloro che sono stati colpiti da disabilità sensoriale. Ricordo la donazione di due autovetture al commissario straordinario all’Ipab Sant’Alessio – Margherita di Savoia, Donato Robilotta, da parte del presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese, finalizzate ai servizi di accompagnamento di persone cieche. Anche in tempo di estrema crisi finanziaria nel mese di luglio per il Sant’Alessio la Regione Lazio ha stanziato 1,5 milioni di euro per la sede romana e per le sedi periferiche, per mantenere e incrementare i servizi per i ciechi e ipovedenti. Stanziamento, come ha avuto modo di affermare lo stesso commissario, che contribuirà a fare del centro un punto di riferimento per i ciechi del Lazio e del centro sud d’Italia. Ricordo, infine, l’avviso pubblico D.A.V.I.D. (domanda di avviso per l’inserimento dei disabili) promosso dall’assessorato lavoro e formazione, attivo dallo scorso mese di maggio sostenuto per le attività programmate da un finanziamento 1.360.000,00 euro. L’iniziativa sosterrà progetti rivolti alla rimozione degli ostacoli all’inserimento lavorativo dei diversamente abili, allo sviluppo dell’occupazione attraverso la rimozione di barriere, solo architettoniche, la promozione di forme di telelavoro, di lavoro autonomo e di partecipazione a imprese. Credo che le iniziative programmate e attuate dalla Regione Lazio siano importanti sotto l’aspetto delle politiche di sostengo per gli ipovedenti e non vedenti, fondamentali per sopperire agli stati emergenziali, ma anche per eliminare ogni tipo di barriera ideologica o architettonica che sia, affinché i diversamente abili possano fare l’esperienza della conoscenza del mondo esterno, interagendo con esso in maniera attiva. Riconosco che nel complesso processo di sostegno a questi temi, oltre al lavoro che devono fare le istituzioni pubbliche, un ruolo fondamentale lo recitano le associazioni di volontariato e dei servizi sociali che svolgono un’opera imprescindibile all’interno del nostro contesto sociale. Come non possiamo permettere che le istituzioni, anche in presenza di una crisi economica forte come quella che stiamo tutti vivendo, abbandonino il campo lasciando ad un destino senza protezione tanti cittadini in difficoltà, comprese le loro famiglie di origine. Rimango sempre convinta che il grado di civiltà di un Paese si misura anche attraverso la sensibilità e l’attivismo verso le fasce a rischio emarginazione sociale.

Consigliere regionale del Lazio (Pdl)

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