Assemblea pubblica di Confindustria Latina. Cetrone: «L’incontro è stato un momento importante di riflessione anche sulle condizioni in cui versano le attività produttive della Provincia di Latina»

Assemblea pubblica di Confindustria Latina. Cetrone: «L’incontro è stato un momento importante di riflessione anche sulle condizioni in cui versano le attività produttive della Provincia di Latina»
16:45 , 21 settembre 2012 0
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Non potendo partecipare all’assemblea pubblica di Confindustria Latina, per l’ineludibile convocazione dell’assemblea regionale che ha posto all’ordine dei lavori considerevoli punti di discussione, l’on. Gina Cetrone ha inviato alla segreteria organizzativa dell’assemblea un breve documento di riflessione sulla condizione in cui operano da qualche tempo le realtà produttive della Provincia di Latina.
«L’assemblea pubblica di Confindustria Latina, che si è tenuta nella splendida cornice del borgo medievale di Fossanova,  mi offre l’opportunità per una attenta riflessione delle condizioni in cui versano le attività produttive della Provincia di Latina, in un momento estremamente delicato per l’economia pontina, nazionale e mondiale.
Stando ai dati contenuti nel  Monitoraggio congiunturale del sistema produttivo del Lazio relativi  al quarto trimestre 2011, questo nella nostra Regione continua a registrare una crescita, contenuta, con  consistenti elementi di criticità. 
Il  37,7% delle imprese segnala di trovarsi in una fase di ridimensionamento, il 54,2% in una fase di stazionarietà, poco confortante anche il dato sul fatturato, cresciuto appena dello 0,7%.
È in ogni modo sul fronte occupazionale che si registra la maggiore sofferenza dato, il legame esistente  tra crescita ed occupazione: appena il 3,3% delle aziende, infatti, ha dichiarato di avere assunto nuovo personale, mentre il 10,6% ha indicato di aver ridotto l’organico nel corso del quarto trimestre 2011, mentre contenuta si manifesta la dinamica degli investimenti.
Arrivando a un’analisi per realtà territoriali, nelle province meridionali del Lazio sono sostanzialmente poco diffusi i casi d’imprese in crescita, ma il mercato del lavoro è lievemente più dinamico.
Tuttavia, per la Provincia di Latina il saldo occupazionale, calcolato sulla differenza tra nuove assunzioni previste e uscite dal mercato del lavoro, conduce a un segno negativo.
All’interno di questo non esaltante quadro si mantiene comunque buona la capacità delle imprese di minori dimensioni nel creare posti di lavoro.
Aspetto che riguarda da vicino la materia di cui mi occupo in qualità di vicepresidente della Commissione consiliare dedicata alla dimensione della Piccola e Media Impresa, Commercio ed Artigianato, leader nel tessuto imprenditoriale provinciale, regionale e nazionale.
Da questo mio impegno in via della Pisana, mi si consenta di ricordare l’approvazione della legge n. 8, votata dal Consiglio regionale lo scorso mese di luglio, che garantisce lo snellimento del percorso burocratico e la semplificazione normativa.
Importante e da rilevare è anche l’approvazione del Pacchetto Lazio 4 Impresa, che prevede quattro azioni concrete a sostegno del tessuto imprenditoriale del Lazio.
Esse riguardano la garanzia per il proseguimento dei lavori d’investimento, la riduzione dei tempi d’incasso dei fornitori, l’eliminazione dei costi legati al contenzioso, il Fondo di Rotazione attraverso il quale sono stati stanziati 25 milioni di euro per il 2011 per  favorire l’accesso al credito per le PMI tramite un finanziamento a tasso agevolato.
Da non dimenticare la recente iniziativa de il “Lazio è open data”, con la quale si metterà in campo 6 milioni di euro destinati alle PMI di produzione e servizi e a consorzi d’imprese per le attività di sviluppo, sulla base dei dati in possesso delle amministrazioni pubbliche, di software e servizi capaci di valorizzare l’open data, o a produrre dataset di open data.
Confindustria nei suoi report afferma che i settori più in difficoltà sono quelli del commercio e dell’agricoltura.
Per il comparto del commercio la Regione Lazio, attraverso la modifica della legge n.33 del 1999, in fase di approvazione del Consiglio, renderà le attività del settore maggiormente più competitive e adatte alle nuove dinamiche sociali ed economiche.
Mentre per le imprese agricole l’impegno prodotto è stato fino a oggi sostanziale, sia per un più facile accesso al credito, grazie alla legge n.3 a favore  dei Confidi,  in special modo sotto il profilo di un sostegno alla differenziazione dei redditi per l’imprenditore agricolo che apre anche allo svolgimento di attività didattiche, di valorizzazione del settore, all’attività di prestazione di servizi socio assistenziali, socio sanitari e all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati appartenenti a fasce di età che sono a rischio di esclusione dal mondo del lavoro.
Per tutto questo faccio riferimento al Testo Unificato delle Fattorie Didattiche e Sociali licenziato in Commissione e pronto per essere approvato in Consiglio.
Questa proposta di legge disciplina la multifunzionalità del settore agricolo, che anche in tempo di crisi può arricchirsi di attività e servizi utili.
Due ultime sottolineature rispetto al lavoro svolto: la prima riguarda la legge sulla promozione della qualità e della sicurezza alimentare, attraverso la tracciabilità dei prodotti garantiti da un marchio che individua i prodotti laziali; la seconda è l’opportunità che offre il Piano Casa per la riqualificazione in zone agricole degli standard abitativi e di servizio delle aziende agricole.
È chiaro che altri provvedimenti devono essere adottati in ambito regionale per sostenere la crescita economica e sociale d’imprese e cittadini, scorrendo poi tutte le tabelle di comparazione non si ravvisano prospettive incoraggianti di crescita del nostro Prodotto Interno Lordo per tutto il 2012.
Per questo serve che la politica regionale ponga in campo un’urgente pianificazione di misure strategiche, efficaci e concrete per tutelare e rilanciare la nostra economia».

On. Gina CETRONE
Consigliere regionale del Lazio (Pdl)

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