Cetrone: “Una decisione burocratica e d’ignavia politica che affossa ancora di più la sanità laziale”

Cetrone: “Una decisione burocratica e d’ignavia politica che affossa ancora di più la sanità laziale”
18:09 , 23 gennaio 2013 0
Posted in: News

Il governo regionale, presieduto ancora per pochi giorni dalla candidata alla Camera dei Deputati Renata Polverini, continua nel nefasto percorso di disamministrare gli interessi veri dei cittadini laziali, soprattutto quelli legati alle prestazioni sanitarie pubbliche.

E’ di queste ore, infatti, l’invio di una circolare nella quale si ordina ai direttori generali delle Asl e degli ospedali di tagliare del 15% i costi di gestione rispetto all’anno 2012.

Tradotto in parole povere, vuol dire che le Asl e gli ospedali del Lazio, già alle prese con scarse risorse economiche per coprire i servizi offerti all’utenza, dovranno contrarre la spesa di altri 60 milioni di euro, ponendo concretamente a rischio sopravvivenza diverse strutture ospedaliere e soprattutto tante prestazioni sanitarie di base.

Il bello o il brutto della circolare inviata il 17 gennaio scorso, è che porta la firma del direttore generale Ferdinando Romano e del dirigente Vincenzo Frangione, ma non vi è traccia del via libera né del presidente Polverini, né del commissario Palumbo o del suo predecessore Bondi.

Quello che disarma della nota regionale è inoltre il passaggio che indica ai manager delle Asl e degli ospedali del Lazio come procedere nell’elaborazione dei bilanci, specificando però che, pur con la riduzione del 15% dei fondi, dovranno mantenere “l’invarianza dei servizi ai cittadini”.

In diverse occasioni pubbliche ho avuto modo di rilevare direttamente alla Polverini il suo incongruo modo di procedere rispetto ai grandi temi sul tappeto della discussione politica e amministrativa.

Per la sanità, ad esempio, ha operato un riassetto che ha scontentato i cittadini dei territori del Lazio e dove c’è stato bisogno di ricorrere a un commissario inviato dal Governo centrale

Come sul tema riguardante il Piano dei Rifiuti: bocciato perché incoerente con la legislatura nazionale ed europea, quanto inapplicabile nella pratica. 

Insomma, due delle competenze sulle quali la Regione Lazio impegna oltre l’80% del suo bilancio sono da tempo commissariate, con grave nocumento per la istituzione pubblica, la politica e soprattutto nei confronti di  tanti cittadini che non possono ricorrere a strutture sanitarie private per vedere risolti i loro problemi di salute.

Per queste ragioni l’ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse economiche della Regione Lazio deve essere compatibile con l’interesse e le necessità dei cittadini.

L’impellente sfida sarà di porre in essere interventi che guardino realmente alle esigenze dei malati, agli standard delle strutture esistenti, mirando anche al rinnovamento dei macchinari obsoleti.

Grande attenzione dovrà essere data alla valutazione dell’impatto sociale dei presidi, individuando le strutture di riferimento che dovranno rappresentare l’eccellenza a livello territoriale.

Tutto questo sarà possibile senza aumentare la spesa corrente della sanità pubblica regionale, e attraverso una severa lotta agli sprechi, che sono molti … anzi troppi.

 

 

On. Gina Cetrone

Consigliere regionale Fratelli d’Italia

 

 

 

 

 

 

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