Nuovo Piano Casa: le novità per i cittadini e le imprese agricole

Nuovo Piano Casa: le novità per i cittadini e le imprese agricole
12:27 , 10 dicembre 2014 0
Posted in: News

Sono sempre convinta che uno degli impegni indifferibili di tutti gli amministratori pubblici, a qualsiasi livello di responsabilità, debba essere quello di mantenere un flusso di comunicazione costante con i cittadini e per quanto mi riguarda maggiormente con le piccole e medie imprese, che rappresentano ancora oggi, in tempo di grave crisi economica, l’asse portante della nostra economia provinciale, regionale e nazionale.
Nelle ultime settimane la Regione Lazio ha approvato un importante documento di pianificazione urbanistica ed economica: il Piano Casa.
Il nuovo Piano Casa prevede alcune importanti novità rispetto a quello licenziato dall’ex governatrice Polverini.
La prima è senza dubbio la sua scadenza: non più il 31 gennaio 2015 ma il 31 gennaio 2017.
Per tutti quelli che sono interessati a usufruirne rimangono quindi ancora due anni per presentare ai Comuni le domande per ampliamenti d’immobili esistenti, demolizioni e ricostruzioni, cambi di destinazione d’uso.
Il nuovo Piano prevede modifiche importanti alle norme che riguardano le imprese agricole. E’ stabilito il principio della ruralità multifunzionale attraverso l’introduzione delle attività connesse e compatibili con la destinazione agricola quali: agriturismo e turismo rurale, trasformazione e vendita diretta di prodotti agricoli, ristorazione e degustazione dei prodotti tipici, attività culturali, didattiche, sociali e teraupetiche-riabilitative.
Prevista l’opportunità di demolire, ricostruire con sagoma diversa e delocalizzare all’interno della stessa azienda gli edifici esistenti e consentirne la rifunzionalizzazione per altre attività agricole o per quelle connesse e compatibili, senza modificarne la destinazione.
Lo scopo di queste modifiche è di aprire l’agricoltura del Lazio alla multifunzionalità e di ampliare le possibilità d’intervento sul tessuto edilizio esistente, senza però concedere aumenti di volumetrie e cambi di destinazione d’uso.
Il Piano Casa ha previsto inoltre l’eliminazione della premialità di un aumento di cubature del 10% sulla volumetria dell’intero piano attuativo del piano regolatore per le costruzioni nelle aree libere edificabili.
In tal modo la premialità consiste solo nel cambio di destinazione d’uso.
Un’integrazione di rilievo rispetto al vecchio Piano riguarda l’introduzione di norme che vincolano le risorse aggiuntive derivanti dalla realizzazione di opere e servizi per i cittadini: se non si potranno realizzare i servizi, secondo quanto stabilito dal Piano regolatore, è prevista, infatti, la cosiddetta “monetizzazione degli standard urbanistici”, ossia un pagamento sostitutivo vincolato alle modifiche introdotte.
Per questo sono cambiate le norme che andavano a incidere sulla pianificazione urbanistica attraverso un sistema di deroghe – in particolare i cambi di destinazione d’uso – con relativo premio di cubatura, restituendo centralità alle Giunte e ai Consigli comunali.
Variata anche la disciplina del cosiddetto housing sociale.
La percentuale dei nuovi interventi sulle aree libere da destinare a questo istituto passa dal 30 al 10%, ma per quanto riguarda gli interventi sull’esistente, cioè sugli edifici dismessi o mai utilizzati al 31 dicembre 2013, la percentuale passa dal 30 al 43%, con ulteriori 10 punti percentuali in più se l’housing sociale riguarda altri edifici già realizzati o in costruzione, di proprietà dello stesso soggetto privato.
Si favoriscono poi tutti gli interventi sulla “città costruita”, in altre parole la cosiddetta “rigenerazione urbana” (demolizioni e ricostruzioni, cambi di destinazione).
È prevista, infine, anche la possibilità di eseguire interventi di sostituzione edilizia nelle fasce di rispetto, a patto che la ricostruzione abbia luogo nello stesso lotto o in uno confinante, al di fuori delle fasce stesse.

Gina Cetrone

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