Sanità pubblica nel Distretto di Centro: “Un’offerta da infarto”

Sanità pubblica nel Distretto di Centro: “Un’offerta da infarto”
10:06 , 5 febbraio 2015 0
Posted in: News

Siamo al paradosso, alla pulsione autodistruttiva dell’intero settore della sanità pubblica pontina, che continua a essere vilipesa ogni giorno, sempre di più.
Mentre i nostri rappresentanti istituzionali continuano la loro sterile lamentazione ridondante di comunicati stampa fotocopia, interpellanze, decisioni assunte e inascoltate in ambito di Consigli comunali plenari, includenti però nell’azione di contrasto fattivo.
Siamo dunque nella sfera di uno stato di disagio profondo, rappresentato anche da riscontri che giungono dalle stanze del potere romano, tutti infarciti di promesse mai tradotte in qualcosa di utile per i servizi e le prestazioni sanitarie offerte agli ormai smarriti cittadini della provincia di Latina.
Malessere evidente anche sotto l’aspetto cromosomico: perché noi residenti nel Distretto di Centro abbiamo manifesto nel Dna una naturale vocazione al supplizio. Insomma, ci piace soffrire e basta!
Ed è noto anche agli agnostici che le vie del dolore sono infinite, per questo, forse, amiamo porgere tutte e due le gote alla venerabile “Triade capitolina”: Zingaretti (il grande bluff della sinistra regionale), Caporossi (il manager voluto dal grande bluff, che sussurra inascoltato alle barelle dei pronto soccorso), Cardoni (meglio conosciuto come l’innominabile tra gli innominabili).
Da questi soggetti d’incerto spessore politico e amministrativo, ogni santo giorno riceviamo schiaffi di potenza inaudita, sotto forma di inefficienze sanitarie che ci hanno fatto varcare la soglia del dolore, ma anche della ragionevole convivenza civile.
Sotto la loro gestione, e non si era mai visto prima, i Pronto soccorsi dell’intera provincia sono diventati spazi aperti per regolamenti di conti, luoghi di scorribande notturne e diurne, nei giorni feriali o festivi, senza neanche uno sceriffo a presidio dei lavoratori, medici o infermieri che siano.
Pronto soccorso che ha, di fatto, abiurato all’originale attitudine: quella di accogliere persone in stato di bisogno per dare loro risposte sanitarie, possibilmente all’altezza di un servizio da terzo millennio e non da terzo mondo.
Il pianeta sanitario pontino, quello voluto dalla “Triade capitolina”, sta producendo inoltre una sorta di desertificazione dell’intero sistema, a iniziare dall’abbandono dei medici. Quelli bravi. Ve ne sono, infatti, tanti che stanno chiedendo di essere trasferiti in altre sedi.
Ci sono poi settori come quello della rianimazione del Goretti ridotto a parcheggio non custodito di ammalati, gravi e gravissimi.
Sale operatorie che non assolvono la loro funzione, posticipando operazioni delicate e delicatissime.
E non ci venisse a dire la “Triade” che è tutta responsabilità del profondo rosso delle casse regionali per i troppi buffi accumulati dalle precedenti esperienze politiche.
Perché nessuno ci crede più. Se mai qualcuno ci abbia mai creduto.
Qui, oggi, è soltanto una questione di manico. Di capacità di guardare a una sanità diversa e utile per i cittadini.
Di saper ottimizzare le risorse economiche e fare scelte prioritarie a vantaggio di tutti. Senza prendere per i fondelli i cittadini.
Un dato è certo: la sanità pubblica in provincia di Latina è nel caos assoluto ed è testimoniato anche dall’intervento del sindaco di Formia (che non è proprio di centro destra), il quale a mezzo stampa si lamenta e scrive a Zingaretti sul pietoso stato in cui versa il reparto di cardiologia del locale nosocomio.
E allora dico: se lo scasso della sanità pontina è stato da mesi certificato con precisione teutonica, da destra e da sinistra, cosa aspettiamo ad andare in piazza Celli (Latina) e in via Rosa Raimondi Garibaldi (Roma) per far sentire con forza tutta la nostra “rabbia”?
Il tempo delle lettere di suppliche e raccomandazioni ad personam per una sanità diversa e produttiva, credo, sia stato ampliamente varcato.
Il tempo stringe e al punto in cui stiamo, non ci rimane che l’azione di “forza”, prima che sia veramente e tragicamente troppo tardi.
Basta dormire il sonno dei giusti!

Gina Cetrone

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