Linea ferroviaria Terracina – Priverno Fossanova – Roma. “Una delle incapacità politiche dell’amministrazione Procaccini”

Linea ferroviaria Terracina – Priverno Fossanova – Roma. “Una delle  incapacità politiche dell’amministrazione Procaccini”
12:39 , 15 febbraio 2015 0
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La questione del dissesto idrogeologico del Monte Cucca e della frana che ha invaso, rendendo inutilizzabile la linea ferroviaria Terracina – Fossanova – Roma, è bene che si sappia chiaramente che è un problema di capacità politica e non solo economica da parte della Regione Lazio e di RFI (Reti Ferroviarie Italiane).
In tutti questi mesi, infatti, c’è stata da parte dell’amministrazione comunale di Terracina una sorta di depistaggio su uno scenario che avevo denunciato pubblicamene mesi orsono: l’incapacità politica di tessere importanti relazioni in ambito regionale e nazionale.
Credo per questo che non ci sia mai stata la volontà vera di imprimere alla vicenda Monte Cucca e alla riapertura della ferrovia un’accelerazione importante, che portasse a coinvolgere personalità politiche di maggioranza e opposizione, che siedono in consiglio regionale o sui banchi del parlamento.
Non sono mai state interpellate e coinvolte alla soluzione della problematica, ad esempio, le nostre rappresentanze cittadine e provinciali (di qualsiasi appartenenza partitica), con in testa la consigliera regionale, Gaia Pernarella (nativa terracinese) che evidentemente oltre alla gaia opposizione fatta di vignette satiriche e di improbabili richiami alla legalità perduta, conta poco o niente all’interno del consesso di via della Pisana.
Tanto è vero che sulla vicenda Monte Cucca – ferrovia Terracina – Fossanova – Roma, ha presentato oltre un anno fa un’interpellanza al presidente Leodori, senza che questi si sia degnato di conferire la benché minima risposta.
Ma tant’è per far numero si poteva mettere anche a bordo.
Svelata la capacità politica della grillina, l’amministrazione comunale con le altre rappresentanze politiche provinciali, a iniziare da Giuseppe Simeone di Forza Italia, ha fatto intorno a se terra bruciata in nome di un’autarchia che non sta pagando.
Con “Forza Italia”, prescindendo dalla barzelletta politica della sua uscita dalla maggioranza Procaccini, ha avvelenato i pozzi e dato fuoco ai ponti, sopprimendo vie di fuga, aiuto e sostegno in problematiche complesse che varcano le competenze e le capacità economiche del Comune.
Come quella del Monte Cucca e della riapertura della ferrovia Terracina – Fossanova, dove non si riescono a trovare, in buona sostanza, le giuste “sponde” per andare a meta.
Dopo tanti mesi a crogiolarsi nel gioco della “palla avvelenata” e nel rimettere la sfera nel campo del presunto inadempiente: regione e RFI (Reti Ferroviarie Italiane), l’unica risposta che il Comune ha saputo offrire è stata quella di affittare un pullman, imbarcare una trentina di persone, e andare a sentire il question time alla Pisana dove l’assessore Refrigeri rispondeva all’interpellanza del fratellone d’Italia Righini (ma non a quella di Gaia Pernarella, che continua a giacere inumata nel cimitero privato di Leodori).
In quest’atto, forse e senza volerlo, l’amministrazione Procaccini ha avuto un barlume di capacità di coinvolgimento politico di altri soggetti che non siano di estrazione indigena.
Certo si poteva far meglio e di più, considerato anche il curriculum del presentatore dell’interpellanza. Ma c’è sempre tempo per rimediare.
Tanto il ripristino del collegamento che interessa centinaia di persone: lavoratori, studenti, cittadini che si recano a Roma, spesso per i famosi viaggi della speranza, può ancora attendere che si riesca a raggruppare un fronte politico trasversale per inchiodare alle proprie responsabilità sia la Regione Lazio sia RFI (Reti Ferroviarie Italiane).
Perché se questo passaggio non si compie presto, è facile, come riferiva alla stampa nei giorni scorsi un illuminato elemento della sinistra che siede in consiglio comunale e in quello dell’amministrazione provinciale, che sui binari della Terracina – Priverno Fossanova –Roma possa essere realizzata una bella ed ecologica pista ciclabile.
Con i fondi di Regione Lazio e RFI (Reti Ferroviarie Italiane), casomai.
Con buona pace del “Comitato Pendolari Treno Terracina”, del “Comitato Trasporto Pubblico”, del “Wwf Litorale Pontino” e dell’intera Terracina turistica.

Gina Cetrone

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