Testo unico commercio, Leonori: “Si può semplificare ancora”

Testo unico commercio, Leonori:
16:22 , 10 marzo 2015 0
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Sulla proposta di nuovo testo unico del commercio del Lazio alla Pisana oggi pomeriggio sono stati sentiti l’assessore di Roma Capitale Marta Leonori e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Usb. Due le audizioni tenute dalla VIII commissione del Consiglio regionale, di cui è presidente Mario Ciarla (Pd). “Sarebbe preferibile – ha sostenuto Leonori nella sua relazione – ‘asciugare’ il testo legislativo, accorciando anche i tempi di approvazione, con regolamenti che demandano di più ai comuni”. Ci sarebbe, insomma, ancora margine per semplificare ulteriormente i 125 articoli della proposta, oltre quanto già fatto dalla giunta regionale. Critici, invece, i sindacati, ai quali Ciarla ha chiesto di trasmettere le osservazioni e ha ricordato la funzione del ciclo di audizioni per arrivare all’approvazione della legge in Aula.

Leonori: le innovazioni positive e i punti su cui lavorare
L’assessore capitolino Leonori ha apprezzato il lavoro fatto dalla Regione nella bozza di normativa sul commercio. Tra le innovazioni evidenziate in modo positivo:
• reti di impresa,
• outlet,
• procedure semplificate,
• integrazione di attività,
• maggiore tutela e decoro dell’ambiente urbano,
• area commerciale integrata.
Oltre all’esigenza di alleggerire il testo, l’assessore ha sollevato il tema del rapporto con Roma Capitale connesso alla proposta di legge regionale per conferire funzioni e compiti amministrativi alla città.
I punti principali della proposta di testo unico su cui poi secondo Leonori sarebbe opportuno lavorare riguardano la classificazione delle categorie di esercizi commerciali (riportando a 250 metri quadri la soglia per gli esercizi di vicinato), la segnalazione certificata di inizio attività (Scia), lo sportello unico attività produttive (Suap), l’introduzione di una norma sulle agenzie di imprese, la cultura della legalità, gli strumenti urbanistici comunali (la sospensione dei procedimenti autorizzativi in corso potrebbe essere illegittima, se non – secondo alcune opinioni – incostituzionale).
E ancora: le botteghe storiche, cercando di evitare duplicazioni di albi, le reti di impresa tra attività economiche su strada, l’autorizzazione commerciale e la concessione di aree pubbliche, gli orari del commercio su queste ultime, l’assegnazione di posteggi nei mercati, il commercio in forma itinerante (con l’inserimento di norme sulle caratteristiche dei mezzi e criteri generali per la limitazione – al di là dei motivi imperativi di interesse generale – nelle aree esterne al centro storico). Sempre nel documento lasciato da Leonori alla VIII commissione modifiche e integrazioni sono segnalate per mercatini, centri agroalimentari, prodotti non editoriali nelle edicole e impianti di carburante.
Il consigliere regionale Oscar Tortosa (Psi) ha chiesto di conoscere dall’assessore la ripartizione delle 11 mila autorizzazioni ad ambulanti, mentre Pietro Di Paolo (Ncd) ha sottoposto a Leonori una serie di questioni su competenze della città metropolitana in materia di pianificazione commerciale, possibilità di liberalizzazione dei saldi, applicazione della direttiva Bolkestein, recepimento del decreto Franceschini e farmers’ market. Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia) ha chiesto un’indicazione più precisa degli spazi di alleggerimento della proposta di testo unico e si è preoccupato dei tempi consiliari per l’attuazione della legge Delrio su province e città metropolitane. Liberalizzazione orari, camion bar, mantenimento dei 250 metri quadri e vigilanza sulle infiltrazioni criminali sono stati al centro dell’intervento di Silvana Denicolò (M5s).

L’audizione delle organizzazioni sindacali
Prima dell’audizione di Leonori si è tenuta quella dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil non si sono mostrati soddisfatti dal testo unico all’esame della commissione e hanno rinnovato le proposte che già a luglio avevano illustrato in un incontro in Giunta, le quali – a loro dire – non sono state adeguatamente prese in considerazione dalla normativa in discussione. Il presidente Ciarla ne ha chiesto il deposito e ha precisato che la commissione sta “procedendo con un ciclo di audizioni che non sarà fine a se stesso”, proprio per arrivare all’approvazione del nuovo testo unico in consiglio. Un tema condiviso nel corso dei vari interventi, anche da Usb, è stato quello del rispetto della legalità (lavoro nero, osservanza dei contratti collettivi, parità e vigilanza sui rischi di infiltrazione criminosa). Tra gli altri argomenti, con diverse posizioni e toni tra le sigle sindacali, la richiesta di un tavolo permanente per tenere sotto osservazione il settore, la certificazione delle buone pratiche, la tutela del lavoro, dei livelli occupazionali, dei diritti dei consumatori e l’opportunità di valore sociale dell’impresa. Usb, in coda all’audizione, ha contestato la definizione di organizzazioni sindacali, circoscritte alle firmatarie di contratto.

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