“LA CATTIVA POLITICA- NZA E IL MALAFFARE”

10:36 , 20 marzo 2015 0
Posted in: News

La gravissima crisi economica e sociale che attanaglia il Paese da ormai troppo tempo non deprime però i manovratori delle attività illegali nell’ambito delle Istituzioni pubbliche e non solo.
Non passa giorno che il cittadino che paga le tasse, che è ligio ai doveri civici non debba subire la conoscenza di atti ladroneschi nei confronti dell’interesse pubblico.
Siamo dunque in presenza di una vera e propria razzia dei beni della collettività, vuoi che si tratti di appalti pubblici, non esenti da mazzette d’accompagnamento al politicante di turno, vuoi che si tratti di inserire all’interno delle attività produttive giovani rampolli di soggetti deambulanti nel firmamento della politica nazionale, che in barba ad ogni etica morale accettano di diventare in prospettiva i nuovi manovratori del “mondo di mezzo”.
A quest’andazzo scellerato non manca il contributo degli ignavi della politica provinciale (Latina) i quali in odore di vantaggi economici chiudono un occhio, anzi tutte e due, su appalti, varianti urbanistiche improbabili, acquisti incauti di beni di rifugio.
Anche in ambito localistico la cattiva politica ha mutuato i comportamenti che provengono da quella nazionale.
Atteggiamenti nefasti che stanno distruggendo il tessuto economico e sociale d’intere comunità, che soltanto pochi anni orsono avevano altri punti di riferimento cui guardare.
Che fare?
Il mio modesto parere è semplice: bisogna ripartire dal basso, provvedendo a una azione di diserbo della luttuosa “gramigna” che sta avvelenando la nostra comunità provinciale, chiamando a raccolta tutti gli uomini e le donne di buona volontà su un progetto politico, che preveda esclusivamente un percorso rivolto al Bene Comune, all’interesse dei cittadini, al soddisfacimento dei loro bisogni.
Per una sanità pubblica che curi l’individuo e non lo riduca a un deprimente ed esclusivo costo in bilancio; per una riprogettazione del sistema delle opportunità per trovare un’occupazione ai giovani e una rioccupazione per tutti quelli che sono stati espulsi dal mondo del lavoro. Ad esempio.
Per una società più giusta, in grado di guardare ai soggetti più deboli con occhio compassionevole, aiutandoli veramente nelle loro difficoltà quotidiane.
Bisogna lavorare, da subito, a una nuova società provinciale capace di porre al bando non solo i politicanti corrotti ma anche tutti coloro che fanno del malaffare la loro religione.
Perché un conto ed essere compassionevoli verso i più deboli, un conto è continuare a sopportare le ruberie di tanti, troppi individui, che d’integrazione e lavoro non ne vogliono sapere. Per cultura o per intervenuta usanza.
Ecco, abbiamo un bisogno urgente di riportare al centro della pubblica rappresentanza valori che negli ultimi tempi sono stati rottamati.
Virtù semplici, chiare, democratiche, che non possono continuare a essere tradite da un’accozzaglia di personaggi da esporre senza indugio al pubblico ludibrio.
Voi che leggete, cosa ne pensate?

Gina Cetrone

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