Terracina. “La burocrazia del sindaco Procaccini: un bijoux!”

Terracina. “La burocrazia del sindaco Procaccini: un bijoux!”
12:16 , 2 maggio 2015 0
Posted in: News

Mala tempora currunt, affermavano nei tempi andati i nostri progenitori.
Un vecchio brocardo che nell’occasione è riferito al bilancio che possiamo trarre dall’esperienza politica e amministrativa della compagine che governa il Comune di Terracina.
Senza acredine nei confronti di alcuno, tantomeno del sindaco Procaccini e dei membri della sua Giunta, ma con la massima onestà intellettuale posso affermare che su questo fronte ciò che si evince è l’incapacità di offrire i giusti indirizzi alla burocrazia apicale del comune, con il risultato operativo che è sotto gli occhi di tutti i cittadini.
Mi spiego meglio: non già sul “potere” che la legge delega a questo tipo di dipendenti comunali, ma sull’eccessiva sottomissione dimostrata da sindaco e giunta nei confronti di questi soggetti in cima alla piramide delle risorse umane dell’ente.
Non può bastare, poi, l’eventuale scusante di sindaco e giunta riguardo alla separazione operata dalle leggi “Bassanini” tra indirizzo politico e gestione burocratica: perché superato questo paravento si intravede con chiarezza l’incapacità e la poca voglia di acculturarsi sulla complessa materia per governare l’ente con cognizione di causa.
Il sindaco e le sue giunte si sono accontentati di stare in “mano” a un manipolo di burocrati, che alla luce degli atti prodotti si sono dimostrati insufficienti, con l’aggravante di pretendere e ottenere il massimo dei benefit a disposizione.
Su questo piano i quattro anni della gestione del sindaco Procaccini&c sono stati un completo fallimento.
Non c’è stato, infatti, un solo atto importante d’indirizzo amministrativo di sindaco e giunta lavorato dalla burocrazia comunale, che abbia raggiunto senza intoppi la mission prestabilita.
Tra tutti c’è il devastante bando per l’assegnazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nutrito da un testo scopiazzato da altro comune, dimenticando nel forsennato copia e incolla di cancellare addirittura i riferimenti dell’ente locale preso a fulgido esempio.
E questo sarebbe il minimo.
Dopo qualche tempo, infatti, gli organi di giustizia decretano, su ricorso della seconda ditta classificata, che le carte presentate dalla vincitrice non erano conformi al dettato del bando pubblico emanato dal Comune di Terracina.
Da qui l’estromissione della ditta che operava e la consegna del servizio alla seconda classificata, con scontato contenzioso milionario in atto da parte dell’esclusa.
Lungo sarebbe l’elenco delle inefficienze conseguite dalla burocrazia del Comune, talmente tante che racconto solo l’ultimissima: il bando per l’assegnazione della spiaggia comunale del “Lido”.
Buste aperte e ineludibile, stante il parere degli illuminati componenti della commissione comunale, esclusione della ditta che da due stagioni gestiva il tratto di spiaggia, con assegnazione ad altra società.
Pronto il ricorso al Tar che sospende la gara, mentre inesorabile si avvicina l’inizio della nuova stagione estiva e perdipiù con diversi cittadini che alla ditta (presunta vincitrice) hanno pagato la prima rata dell’affitto di ombrellone e sdraio.
Allora mi chiedo e chiedo a chi legge: ma è normale questo sistema di gestire una città importante come Terracina?

Gina Cetrone

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