Terracina. L’ex consigliere Caringi parla con lingua “biforcuta”

Terracina. L’ex consigliere Caringi parla con lingua “biforcuta”
13:53 , 13 giugno 2015 0
Posted in: News

L’ex consigliere Caringi, invece di rispondere alla questione politica dello scasso compiuto con il cambio in corso d’opera tra la ditta vincitrice e quella esclusa dalla magistratura, parla di numeri che sono solo nella sua immaginazione.
Compreso il fatto che i cittadini verrebbero a risparmiare, con il capitolato d’appalto in vigore, cifre importanti in bolletta.
Un falso storico che in tutti questi mesi è stato contestato da tutte le associazioni cittadine, numeri alla mano e non a chiacchiere.
Per finire, veramente, ricordo quando l’ex consigliere Caringi nel 2011 mi chiedeva sostegno per la sua elezione.
Sostegno che ho offerto volentieri, perché all’epoca mi sembra un ragazzo che non parlava con lingua biforcuta e aveva (almeno sembrava) onestà intellettuale da vendere.
Qualità persa, evidentemente, nel frequentare negli ultimi quattro anni scadenti compagnie.
La foto che pubblico credo sia rappresentativa della realtà dei fatti e valga più delle propagandistiche parole dell’ex consigliere Caringi.
Nel 2011 la sottoscritta evidentemente s’interessava, eccome, della città e delle sue problematiche.
Tanto da spendersi elettoralmente per il poi eletto Caringi e il candidato a sindaco poi eletto Procaccini.

P.S.
Le considerazioni a cui Caringi doveva rispondere erano riportate in questo intervento.

“Al Traditore”, il noto gioco di società”

Dalla rovinosa e improvvida caduta del sindaco e del consiglio comunale si è data la stura a un tradizionale gioco locale: la caccia al Traditore o presunto tale.
Devo dire che a Terracina è un gioco che affascina molti: ex politici, politici in pectore, politici pretendenti ad una poltrona consiliare, politici in cerca di una occupazione perché altrimenti farebbero la fame nera.
Insomma, politici (non tutti, ripeto) nell’eccezione meno nobile del termine.
Invece di rispondere alle puntuali contestazioni dei cittadini costoro si rifugiano nel paradiso dei luoghi comuni, nelle praterie del non senso politico e amministrativo, abbozzando fanciullescamente anche velate minacce per future ritorsioni.
Entrando nel merito dell’intervento, l’altro giorno c’è stata in comune una conferenza stampa annunciante l’imminente avvio della raccolta differenziata dei rifiuti ad opera della nuova ditta, la De Vizia, la quale come si ricorderà è stata insediata al posto della prima classificata del bando pubblico promosso dall’amministrazione comunale e finito a tarallucci e vino per “colpa” di una sentenza del Tribunale.
Sulla capacità o meno della nuova società di compiere il servizio per il quale aveva partecipato alla gara, non possiamo nutrire eccessivi dubbi, considerata la professionalità e la forza economica che si evincono dallo schieramento di uomini e mezzi.
Riflettiamo però sul fatto che questo gioco, in altre parole il cambio per inadeguatezza dei requisiti da parte dell’ex ditta a quella odierna, a rimetterci ancora una volta è il cittadino terracinese.
Perché?
E’ semplice.
La città per vedere l’avvio a regime della raccolta differenziata da parte della De Vizia dovrà attendere alcuni mesi, con i fisiologici disservizi che si verificheranno soprattutto nelle zone ormai censite a grande rischio discarica: via Terracina, via Mediana, su tutte.
Per questo si odono lontani gli echi delle belle dichiarazioni dell’ex sindaco, del suo braccio destro addetto alla monnezza e dell’intera e supina amministrazione comunale, quando non solo augurava alla Servizi Industriali i migliori auguri per essersi aggiudicata la gara di appalto per tot milioni di euro, ma anche di raggiungere nei tempi contrattuali il 65% di raccolta differenziata.
Sappiamo tutti come poi è andata a finire: il 65% non è stato raggiunto, la ditta è stata estromessa dal Tribunale e il contribuente terracinese continua a pagare per un servizio, che è ritornato ai blocchi di partenza, mentre non si comprende bene se dovrà pagare altro denaro oltre alle competenze del capitolato.
Ecco, questo sarebbe uno dei risultati della buona politica, della rivoluzione dolce, della capacità amministrativa di cambiare, in meglio, la città di Terracina.

PS. Dimenticavo di dirvi che tra la Servizi Industriali e il Comune è in corso un milionario contenzioso.

Gina Cetrone

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