Per la scarsa sanità pubblica nel Distretto di Centro, “Mobilitazione di massa dei cittadini”

Per la scarsa sanità pubblica nel Distretto di Centro, “Mobilitazione di massa dei cittadini”
15:00 , 27 agosto 2015 0
Posted in: News

Gli ospedali Fiorini di Terracina e San Giovanni di Dio di Fondi sono due nosocomi che per le patologie riscontrate per la loro ottimale gestione stanno ottenendo dal manager dell’Asl Latina, ma soprattutto dal gestore pro tempore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, cure omeopatiche al posto di massicce dosi di cortisone.

Stiamo quasi al termine dell’ennesima stagione estiva, periodo nel quale si palesano tutte le insufficienze operative dei due ospedali, soprattutto di quello terracinese, che deve fronteggiare migliaia di emergenze al giorno per la posizione occupata alla confluenza d’importanti e nefaste vie: Appia, Pontina, Frosinone – Mare e Flacca.

Tratti stradali che ci riconducono a statistiche di alta incidentalità, che le portano ignobilmente a occupare i primi posti delle speciali classifiche di quelle più pericolose d’Italia, per morti e feriti.

A tutto questo e non solo, all’utente di questa sottospecie di servizio sanitario calano le braccia quando capita di leggere dispacci sindacali del tipo: “… Siamo contenti che la Direzione Generale abbia finalmente compreso di comprare al più presto carrozzine e barelle nuove che serviranno per la prossima stagione …”.

“Nulla quaestio” se si comprano carrozzine e barelle nuove (anche la prossima estate), ma la lotta credo vada improntata su altre basi, che sono quelle di rifar considerare alla Regione Lazio e all’Asl Latina l’importanza strategica dell’ospedale di Terracina e Fondi.

Non è più consentito a nessuno, neanche a “capabianca” di prendersi gioco di un diritto inalienabile dei cittadini, come quello di ottenere servizi all’altezza di un moderno Paese.

Non è più possibile che le associazioni per la difesa dei due ospedali, gli stessi sindacati e tutti coloro che hanno a cuore gli interessi sanitari, debbano ogni due mesi ritornare a perorare l’attuazione di decisioni prese e sottoscritte dai vertici aziendali dell’Asl.

Ma vi pare normale che dopo anni dal suo insediamento il manager Caporossi ancora non conosca bene quali siano le difficoltà che avvolgono in una spirale mortale i servizi essenziali dei due ospedali?

Ma vi pare normale che deve farsi continue trasferte per visionare il nulla: quello che non c’è e invece ci dovrebbe essere, così come scritto nel Piano Industriale dell’Asl della provincia pontina.

Possibile che non sappia, Caporossi, della sottoscrizione di documenti dove c’era scritto, oltre alle barelle e alle carrozzelle, la garanzia di una congrua assunzione di personale medico e paramedico per il pronto soccorso, per il laboratorio di analisi, capace di garantire H24 le emergenze e le esigenze dei ricoverati.

Quel poco che è stato fatto per sopperire a queste mancanze, ad esempio, è stato realizzato sotto la pressione dell’opinione pubblica e della stampa locale e in via del tutto transitoria.

C’è, infatti, il concreto rischio che passata la “buriana” dell’emergenza estiva il personale oggi in servizio non sia confermato.

Per queste ragioni vorrei ricordare a me stessa, ma anche al manager Caporossi e a tutti i cittadini che leggono, che siamo ancora nell’attesa dell’istituzione del servizio dell’Osservazione Breve Intensiva, proprio per la funzione specifica del Fiorini.

Non vorrei poi che le amnesie di chi deve provvedere proseguano nel mancato acquisto di attrezzature importanti come: l’Amplificatore di Brillanza, il Colonscopio, la Colonna Laparoscopica, la Sterilizzatrice per il pronto soccorso, il ripristino della Scialitica.

Questo solo per fare qualche lampante esempio di “scordarello” impegno.

Non voglio, per terminare, aprire il capitolo delle responsabilità della politica e dell’amministrazione locale, che non ha mai inciso con forza nei confronti del manager e della Regione Lazio, affinchè prendessero in considerazione le vere esigenze sanitarie del comprensorio e non considerassero il paziente soltanto come un numero di posto letto o prestazione ragioneristica – economica.

Che fare, infine, quali momenti di confronto attuare per cercare di abbattere il muro di gomma che si è istaurato tra gli ospedali di Terracina e Fondi e chi detiene le chiavi per risolvere, almeno nella buona parte, i problemi che storicamente si stanno stratificando al Fiorini e San Giovanni di Dio?

Credo che le suppliche, le raccomandazioni, la richiesta d’incontri a tutti i livelli di responsabilità non sortisca più alcun effetto.

Alla ripresa dell’attività politica, con tutti quelli che sono animati (oltre le appartenenze politiche o schieramenti ideologici) dalla volontà di incidere seriamente sugli organi di gestione della sanità regionale, bisogna armare una mobilitazione di massa per far sentire forte e chiaro che i cittadini di Terracina e Fondi sono stufi di essere turlupinati da una gestione sanitaria inconcludente, costosa e che impone a chi ha bisogno lunghi viaggi della speranza verso altre regioni.

Io su questo percorso sono pronta a battermi senza risparmio di energie.

 

Gina Cetrone

 

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