Il servizio della “De Vizia” funziona. Ed ecco spuntare dietro ogni cassonetto i Laudator temporis acti

Il servizio della “De Vizia” funziona. Ed ecco spuntare dietro ogni cassonetto i Laudator temporis acti
14:12 , 29 agosto 2015 0
Posted in: News

Rari e impenitenti laudatori del tempo e dell’amministrazione perduta, su facebook e non solo, manifestano la loro gioiosa soddisfazione per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani che la De Vizia sta svolgendo ottimamente da qualche mese.

I Laudator temporis acti, al di là delle frasi retoriche di compiacimento pongono a paragone l’attuale servizio con quello dello scorso anno senza dire, ad esempio, quale era la ditta che lo scorso anno svolgeva lo stesso servizio e chi quella ditta aveva pervicacemente voluto.

Invece, la ditta che esegue oggi l’ottimo servizio, chi l’ha voluta?

Forse l’ha voluta il Tribunale di Latina attraverso una sentenza che ha estromesso la vecchia che non aveva i requisiti per vincere la gara?

Perché i laudatori del tempo perduto non ci spiegano com’è stato possibile che solo un Tribunale ripristinasse la legalità nell’appalto di oltre cinquanta milioni di euro?

Si attendono copiose risposte dai laudatori di oggi e scarsi (eufemismo) amministratori di ieri.

 

Avviso ai naviganti

P.S.

Leggo oggi sulla stampa locale due intere pagine dedicate ai benemeriti e volontari operatori del “Comitato Appia Antica” (con le loro foto in primo piano).

Leggo inoltre le dichiarazioni di un ex plenipotenziario alla nettezza urbana, invenzione del Primo di tutti gli ex.

Vedendo e leggendo però m’interrogo: in foto ci sono due soggetti che lavorano con la società De Vizia.

La domanda mi sorge spontanea: quali criteri saranno mai stati adottati per la selezione di questi due lavoratori?

Altra e legittima domanda: quanti altri lavoratori sono stati eventualmente scelti con lo stesso criterio?

E se per caso invece rispondono a logiche poste fuori dall’Ufficio di Collocamento.

Può chi ne ha competenza o conoscenza rispondere ai quesiti posti?

Senza però gridare allo scandalo, senza offendersi, minacciare o infamare? Possibilmente?

Il tutto per onestà intellettuale, per etica e morale nella gestione degli affari pubblici, e per la sempre decantata trasparenza democratica.

Rimango nell’attesa.

Gina Cetrone

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