Terracina. Lina Mangoni: “Un’amica in Comune”

Terracina. Lina Mangoni: “Un’amica in Comune”
19:22 , 20 settembre 2015 0
Posted in: News

Lina Mangoni, il soggetto che negli anni che furono della politica terracinese targata DC ebbe modo di definirsi in un leggendario “santino” “Un’amica in Comune”, pare si sia destata dal suo trentennale assopimento.

E lo fa con reviviscenza contestatrice su un mio pensiero pubblicato da un quotidiano locale nei giorni scorsi e irride su tutto senza fare menzione critica ai suoi trascorsi politici, dove i commentatori dell’epoca ricordano ancora oggi la fatica per riportare sul taccuino un suo scritto, un intervento in aula consiliare, un’opinione. Ma tant’è, oggi parla de fine dicitrice di “vittimismo di genere”, citando anche un illuminato brocardo (che non c’entra niente) di una sindachessa canadese dell’800.

Alla luce della magistrale uscita, credo di poter affermare che lo scritto prodotto non è altro che il frutto di qualche famiglio posto a sostegno dell’ex sindaco e a discredito di chi propone un’idea nuova per fare politica e amministrazione a Terracina. Una sorta di ennesimo sbarramento preventivo per far desistere chiunque a partecipare alla kermesse elettorale, nel tentativo di far rimanere ai posti di comando vecchi e semi nuovi tromboni della politica cittadina.

Entrando nel merito, mi devo per forza ripetere nei concetti già espressi, spero anche a beneficio della nostra comune amica: l’idea di sostenere l’elezione di più donne in Comune ed eventualmente eleggere un sindaco DONNA nel consesso politico terracinese è quanto mai maturo, mentre non ho mai detto di sostenere una lista composta di sole donne.

Sono e rimango convinta che le donne in politica sono in grado di offrire un forte contributo agli interessi generali dei cittadini. Ho guardato ad esempio con interesse all’operazione che è stata sostenuta nel Comune di Fondi, dove la classe degli amministratori comunali è cambiata radicalmente alle ultime amministrative.

Oggi un terzo di DONNE sul totale degli aventi diritto siede in quel consiglio comunale, in giunta c’è un’ampia rappresentanza di genere e i cittadini – elettori compresero bene qual era l’operazione di rinnovamento che s’intendeva proporre.

E’ stato un risultato eccezionale che permette alla città che fu cara ai Gonzaga di intraprendere un nuovo percorso, con soggetti entusiasti e pieni di energie da porre a disposizione della comunità fondana.

Questo accade nella vicina Fondi, mentre a Terracina, su una proposta di discussione seria si risponde per mezzo dei “vecchi attrezzi” della politica, pretendendo di essere ascoltati, seguiti e considerati dall’opinione pubblica.

Ci vuole un coraggio leonino nel sostenere a voce alta le argomentazioni care alla sig.ra Mangoni, non fosse altro perché queste riconducono a un pensiero politico marcio e offensivo nei confronti delle DONNE e dei cittadini di buon senso.

L’intervento regala però con chiarezza una tangibilità: spesso il più grande “nemico” delle donne sono certi tipi di donne, nell’occasione riconducibile alla cara “Amica in Comune”.

Ma le DONNE, quelle VERE, non si faranno irretire da simili e trapassati soggetti politici; la prossima primavera sapranno scegliere e offrire a se stesse, ai loro figli, alla città di Terracina, una amministrazione e un sindaco all’altezza di una comunità importante, iniziando quel percorso di coesione sociale da tempo richiesto a gran voce dall’intera comunità.

“Sì Cambia” – Si deve Cambiare.

Gina Cetrone

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