Terracina. Le elezioni comunali al tempo di facebook. Della serie: “Se escerò, facerò”

Terracina. Le elezioni comunali al tempo di facebook. Della serie: “Se escerò, facerò”
15:22 , 12 marzo 2016 0
Posted in: News

 

Volgendo gli occhi verso la congregazione dei partiti e liste civiche che dovrebbero sostenere i “trombati dai 13 presunti infamoni”, possiamo marcare l’inizio della campagna elettorale con l’aggettivo pittoresca: perché essa è sempre più popolata da folcloristici soggetti.

Osservando a quanto succede nel “Cantiere” si evince con chiarezza comunicativa che tutti, prima di passare alla foto con il candidato premier e al servizio della tv di stato, devono giurare fedeltà alla causa ed esprimere con chiarezza l’impegno per la città.

Negli ultimi giorni abbiamo avuto l’occasione di conoscere, tra gli altri, il policeman, il pensionato – dirigente di alto lignaggio, dopodomani chissà, del resto le sorprese sono dietro l’angolo, basta saper attendere con calma l’evolversi della sontuosa trama.

Qualcuno a costoro però dovrebbe dire chiaramente che sono esclusivamente portatori di voti con “le orecchie” a beneficio di un programma che non prevederà per loro alcun impegno vero nella politica e nell’eventuale amministrazione dell’EX.

Sappiamo che detta così la verità può apparire brutale, frustrante per le legittime velleità di essere coinvolti nella gestione del proprio Paese, ma purtroppo sarà così.

Tutti quelli che stanno gioiosamente accorrendo al capezzale degli EX pretendendo di riportare alla vita politica un gruppo che ha già espresso tutte le negatività, lo devono sapere con chiarezza per non farsi illudere da un programma che sarà solo zeppo di suggestive parole.

Del resto, con un minimo di ricerca, gli aspiranti consiglieri possono informarsi delle passate gesta politiche e amministrative degli ineffabili EX.

Oppure dell’ingloriosa fine di un epico gruppo di entusiasti candidati consiglieri che alle passate elezioni, sotto le insegne della lista dell’EX eccelso, riportava un notevole successo, tanto da ottenere tre consiglieri comunali (se non sbaglio) e in ragione dell’affermazione, anche di un assessore in giunta.

Gli entusiasti soccorritori della causa dell’EX devono sapere anche come finì quell’esperienza, che alla vigilia sembrava rivoluzionaria, tanto da far pensate a qualche osservatore che un nuovo ciclo politico e amministrativo si era aperto per i tanti giovani eletti a Palazzo.

Finì invece a tarallucci e vino: la lista si sciolse come neve al sole, l’assessore sua espressione fu barbaramente fatto fuori per ragioni di stato e al comando nei cagli di una amministrazione senza coraggio furono riesumati coloro che in campagna elettorale si erano combattuti con coraggio leonino.

La tanto strombazzata rivoluzione dolce finì in una comica trombatura dei rappresentanti al governo cittadino, a pochi mesi dalla fine della consiliatura.

Un danno insopportabile per chi aspirava a “raccogliere il grano”, casomai per investirlo in una campagna elettorale, che doveva  essere diversa da quella che si sta profilando all’orizzonte.

In chiusura mi piace suggellare il tutto con l’incitamento a votare, se stesso, sindaco ideale di Terracina del mitico Amerigo (che la Marina vorrebbe primo cittadino ad honorem), il quale in una recente intervista pubblicata su facebook dichiara: “Se escerò, facerò”, anche un tunnel sotto il porto.

Da accappottare la pelle (Cerbo docet).

 

 

Il vostro invidiato speciale

Boccappizze

 

Nella foto Amerigo, la mitica creatura politica.

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