Terracina. Gina Cetrone – Guido Scarsella: “La nostra è un’ambizione sana: fare Città le periferie di Terracina”

09:37 , 26 maggio 2016 0
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Il modus operandi indicato da Gina Cetrone per gli incontri elettorali  con i cittadini terracinesi muove dal bisogno di comprendere e fare proprie le problematiche che quella comunità ristretta del territorio comunale vive sulla sua pelle, trasformando le criticità che si riscontrano in possibilità di soluzioni ottimali, superando il momento della propaganda finalizzata alla raccolta del consenso elettorale facile e non produttivo per nessuno: aspirante amministratore e cittadino.

“La lista civica Sì Cambia –conferma Gina Cetrone – è un concentrato di “gioventù” che vuole impegnarsi per risolvere i problemi seri e veri dell’attuale generazione, che guardando al proprio futuro accusa chiare incertezze di prospettive.

Il primo passo per invertire la tendenza non favorevole è quello di un ricambio generazionale (fatto con intelligenza e non soltanto guardando all’anagrafe) della classe politica che dovrà per i prossimi cinque anni amministrare il Comune e dunque gli interessi dei terracinesi.

E’ questa una delle questioni fondamentali, perché se il panorama degli amministratori non si “svecchia” i tempi per recuperare i sogni e i bisogni dei più giovani e dell’intera città batterà il passo.

Servono – termina Gina Cetrone – forze fresche, intelligenze brillanti e  capaci  e di impegnarsi per cogliere importanti traguardi che permettano a Terracina di entrare finalmente nella modernità”.

 

 

Di seguito pubblichiamo uno stralcio dell’intervento prodotto ieri sera dal candidato della lista Sì Cambia per la contrada La Valle, Guido Scarsella.

 

“La nostra zona – afferma il candidato Guido Scarsella – è da sempre caratterizzata da una miriade di problematiche tutte irrisolte nel corso dei decenni.

Negli anni ’70 i nostri genitori si trovarono a combattere contro il dissesto delle strade di campagna, la mancanza di un efficace servizio di depurazione delle acque, di un impianto pubblico per l’erogazione di acqua e luce, la corretta manutenzione dei fossi, che si allagano ad ogni pioggia importante, per non parlare del controllo del territorio per una civile convivenza della cittadinanza.

Ebbene, dopo 30/40 anni e pur avendo avuto La Valle, Casaletti e tutte le altre contrade che insistono su questo territorio rappresentanze “importanti” in Comune, che dovevano gestire gli interessi della nostra popolazione, poco o nulla è stato fatto per migliorare la situazione, che nel frattempo si è aggravata e di molto.

Soprattutto sul fronte dell’ordine pubblico: non c’è ormai più nessuna abitazione che non abbia ricevuto la sgradita visita dei ladri, che oggi nella disperazione della crisi economica e sociale si attaccano a tutto pur di sopravvivere, ponendo in situazione di panico e preoccupazione tutti noi.

Non credo di esagerare se la mia pur modesta opinione certifica una regressione ancora più sostenuta rispetto ai beni e servizi che l’Ente comunale – dovrebbe – per statuto consegnarci.

Arretramento che possiamo certificare con l’aggravarsi delle condizioni delle nostre strade, piene di crateri che nessuno si perizia di mettere a posto, eppure da ormai circa due anni si parla di circa 850 mila euro per risolvere questa problematica, sempre che gli amministratori “trombati giustamente” abbiano previsto qualche migliaio di euro anche per i nostri “tratturi”.

Se le strade di campagna soffrono un problema che si aggrava ogni giorno di più, scarsi, infatti, sono i collegamenti pubblici da e per il centro città, compreso un servizio efficiente di circolari che collegano tutte le zone di campagna, pedemontane e montane del territorio comunale.

Eppure, tutti noi siamo buoni contribuenti per il bilancio pubblico locale che, ricordo, è stato portato al fallimento da una classe politica miope e incapace di amministrare i nostri interessi.

Continuando sul fronte delle strade, ritengo che quelle di adduzione alla Valle siano ormai da anni insufficienti, soprattutto da quando è terminato l’insediamento del piano di zona del Calcatore.

Migliaia di cittadini terracinesi, soprattutto la mattina, terminano nell’imbuto di piazza 4 Lampioni, con spreco di tempo e con l’aggravarsi del non certo positivo sentimento nei confronti degli amministratori comunali, di ogni parte politica essi siano.

Serve in ogni modo una viabilità diversa, più rispondente alle rinnovate esigenze di circolazione, che non è soltanto quella privata, ma anche industriale con il passaggio ripetuto di autoarticolati che procedono verso le cooperative agricole e l’impianto di estrazione della cava posta a Salissano.

Soluzione celere deve esserci anche per la realizzazione della Stazione – Mare e della parallela che collega la Valle all’Ospedale Fiorini e quindi all’Appia, allo svincolo per la superstrada Frosinone – Mare e la Pontina.

La realizzazione di queste “bretelle” viarie consentirebbe di far defluire il traffico che oggi grava tutto su piazza 4 Lampioni.

Per alcune di queste opere i finanziamenti c’erano, ma non sappiamo che fine abbiamo fatto nel corso dei decenni dal loro stanziamento.

Per quanto riguarda un adeguato servizio di fognatura e fornitura di acqua pubblica, un diverso rapporto la prossima amministrazione comunale deve istaurare con Acqualatina, per far sì che all’interno del piano degli investimenti s’inseriscano gli opportuni finanziamenti.

Per la carente illuminazione, che favorisce anche eventi di micro criminalità, l’amministrazione deve senza altri indugi realizzare un progetto organico, risolvendo il problema in modo definitivo.

Per le strade dissestate abbiamo detto e se per le nostre zone non fossero previsti investimenti, li inseriremo in corso d’opera.

Naturalmente se vinceremo le elezioni e saremo al governo del Comune.

Altri provvedimenti che possiamo adottare a costi contenuti per il bilancio comunale, è il supporto amministrativo che si deve offrire al mondo agricolo che da noi fa impresa.

Penso al Piano Casa licenziato dalla Regione Lazio e a tutti i provvedimenti connessi e in favore delle aziende agricole e alle case di campagna.

Penso anche a una pubblicizzazione nazionale e internazionale dei nostri prodotti d’eccellenza, come la Favette ad esempio.

Importante è poi lavorare per far ottenere a determinati prodotti coltivati in zona il marchio di qualità”.

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