Terracina. “Piccola storia del palazzetto dello sport di viale Europa”

Terracina. “Piccola storia del palazzetto dello sport di viale Europa”
21:50 , 15 novembre 2016 0
Posted in: News

La storia che rende protagonista, in negativo, il palazzetto dello sport di viale Europa è emblematica e sconcertante al tempo stesso.

Antefatto.

L’ex amministrazione Procaccini è commissariata e al vertice del Comune il Ministero invia Erminia Ocello, vice prefetto della Repubblica.

Tra i primi atti che produce c’è quello di bloccare alcune figure apicali dell’ufficio tecnico.

Breve storia.

Al palazzetto dello sport terracinese urgono lavori urgenti, si stanziano somme consistenti per la sua messa a norma.

Le società sportive che all’interno svolgevano la loro attività emigrano per altri lidi.  Per l’infausto prolungarsi dei lavori la squadra di pallavolo militante in serie B rinuncia addirittura alla categoria.

Si svolgono le elezioni, ritorna in pompa magna il defenestrato sindaco, che dichiara che “sul palazzetto vorrà vederci chiaro e se c’è chi ha sbagliato è giusto che paghi”.

Nell’attesa del preannunciato chiarimento pubblico, la ristrutturazione del palazzetto continua in ogni modo a battere il passo.

La ditta che aveva avuto in appalto i lavori affida – non si comprende a che titolo – il sub appalto a una seconda ditta, con relativa richiesta di altre migliaia di euro per proseguire il programma di adeguamento della struttura sportiva.

In questi giorni il primo cittadino di Terracina fa sapere alla popolazione che il palazzetto riaprirà i battenti, con pubblica ammissione di non aver mai saputo del suo mancato accatastamento e collaudo.

Morale della favola: il palazzetto, dopo somme ingenti spese, è in parte ancora inagibile.

La ristrutturazione, che doveva vedere anche sorgere rispetto al progetto originario alcune importati strutture esterne all’immobile, non sono mai state realizzate.

In questi giorni poi l’impianto elettrico della struttura lo stanno realizzando i dipendenti comunali.

Considerazioni finali.

Ragionando su questi accadimenti non dispiacerebbe sapere quali e quanti danni economici sono stati eventualmente procurati alle casse del bilancio comunale; quali e quante sono le eventuali responsabilità dei dipendenti comunali coinvolti o delle ditte che hanno condotto i lavori.

Conoscere l’eventuale vicinanza, se mai c’è, tra i membri delle ditte e gli addetti ai lavori di parte pubblica.

Si attendono risposte esaustive nel merito. Grazie.

Gina Cetrone

Movimento civico Sì Cambia

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