Terracina. Politica e amministrazione “struzzesca”

Terracina. Politica e amministrazione “struzzesca”
14:02 , 8 luglio 2017 0
Posted in: News

I dubbi del sindaco, le certezze del giorno dopo del plenipotenziario politico e presidente della SSD (?) Borgo Hermada, e  dei vari vassalli e valvassori connessi, nulla hanno potuto (fino al momento che scriviamo questa nota) sulla decisione – legittima – della dirigente del Comune di Terracina, Ada Nasti, di continuare il percorso della selezione degli agenti di polizia locale da utilizzare per cinque mesi l’anno.

E’ probabile che entro la metà di luglio i 10 vincitori possano essere a disposizione del comandante della Polizia Locale e al servizio di cittadini e turisti.

Mentre a commento di quanto successo negli ultimi giorni intorno alla selezione, rimane difficile considerare la richiesta di Audit un passaggio di eccellenza per l’amministrazione comunale.

Soprattutto se andiamo a ripensare al concorso per 14 agenti di Polizia Locale espletato dal Comune di Terracina nell’agosto del 2011, dove i partecipanti sono stati 1996 e gli idonei 18, tra questi anche qualche parente stretto aduso a parlar forbito e latinesco.

In quell’occasione nessuno ebbe il benché minimo dubbio sulle procedure adottate, né furono esperiti Audit indagatori.

E allora di cosa vogliamo discutere: del fatto che il sindaco abbia detto al potente assessore e a tutta la giunta e maggioranza di non far partecipare parenti stretti e amici della fraschetta alla selezione?

Oppure vogliamo essere seri e dire, a cominciare dal sindaco, cosa effettivamente si pretendeva di fare nel momento postumo alla selezione?

Perché a ben leggere tra le righe i quiz che componevano il questionario sono stati elaborati a più mani: sicuramente quelle della dirigente e presidente della commissione Nasti, ma anche del neo comandante della Polizia Locale che della commissione era membro tecnico, e che ha sicuramente elaborato i quiz sul codice della strada.

Domande che hanno fatto naufragare tanti concorrenti sotto la soglia della non idoneità.

Quindi possiamo affermare, che le domande alle quali i concorrenti dovevano dare risposta erano adeguate al lavoro da svolgere se idonei alla prova.

Nell’occasione piacerebbe conoscere i nomi e i cognomi dei figli dei dipendenti comunali che la prova non l’hanno superata, ma anche quelli vicino – vicino elettoralmente all’amministrazione (la controprova potrebbero essere le foto scattate nei comizi della campagna elettorale e il sostegno offerto sui social).

E giacché siamo in tema, si potrebbero analizzare anche i nomi e i cognomi di “parenti”, diciamo alla lontana, degli attuali amministratori o aderenti alla maggioranza che in ogni modo l’ordinanza sindacale non l’hanno rispettata.

Poi pregheremmo la dirigente Nasti di dirci – se ci sono stati – contatti con amministratori postulanti nei giorni precedenti alla prova concorsuale.

Sarebbe bello conoscerne tutti questi nomi e cognomi, tanto per eliminare ombre residuali alle chiacchiere o prese di posizione.

Dispiace infine, costatare la completa assenza nella discussione delle forze di opposizione che siedono in consiglio comunale.

E non ci venissero a dire che quella innestata è una problematica di basso e misero profilo politico e amministrativo.

Perché non è proprio così.

 

Gina Cetrone

Movimento politico “Sì Cambia”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *